Cittadinanza attiva

La bocciatura del referendum comunale: una vittoria della cittadinanza attiva

Allegoria del Buon Governo (1338-1339), Parete di fondo della Sala dei Nove, Palazzo Pubblico, Siena

Allegoria del Buon Governo (1338-1339), Parete di fondo della Sala dei Nove, Palazzo Pubblico, Siena

Ero presente tra il pubblico piuttosto numeroso nella seduta del Consiglio Comunale del 4 aprile. Ho seguito molto attentamente l’acceso dibattito sul progetto funivia, sfociato nella bocciatura da parte delle opposizioni del quesito referendario proposto dalla Giunta, definito troppo unilaterale, perché di fatto pone i cittadini di fronte ad una non scelta.

Chiusura a riccio da parte della Giunta

La Giunta, tutta compattamente schierata, non ha accolto nessuna delle obiezioni e delle perplessità più volte avanzate sia dall’opposizione, che da consiglieri appartenenti agli stessi partiti di maggioranza, i quali, seguendo la propria coscienza, hanno dimostrato come su questo tema delicato vi siano grossi dubbi e riserve anche all’interno della loro base.

Si è respinto con futili motivi anche il quesito alternativo del Comitato cittadino ProALTvor, proposto in aula da più di un consigliere, e che avrebbe potuto far uscire la situazione dallo stallo, se solo ci fosse stata la minima buona volontà da parte della Giunta.

Il quesito alternativo, frutto di numerose mediazioni, pur non essendo ‘perfetto’, è più ampio di quello proposto dalla Giunta. Esso chiede al cittadino di pronunciarsi a favore o contro il sorvolo di una funivia sulla conca di Bressanone. Ovviamente esso non vuole e non può proporre soluzioni indicando siti di partenza alternativi.

Poca correttezza nel dibattito in aula

Ha lasciato assai perplessi il modo in cui sindaco e dietro di lui i sostenitori della funivia a con partenza in stazione ferroviaria hanno tentato più volte di riversare sui consiglieri dell’opposizione la responsabilità della mancata volontà di arrivare ad un referendum su cui la cittadinanza si possa esprimere.

C’éra davvero volontà di arrivare ad un referendum comunale realmente condiviso?

Si è dimostrato con ciò di prendere poco sul serio la voce di gran parte dei cittadini di Bressanone, contrari ad un progetto ritenuto inutile, dispendioso e troppo ambizioso.

Questa chiusura rigida da parte del sindaco e di coloro che hanno sposato senza riserva la sua tesi ha dimostrato purtroppo ancora una volta che non esisteva da parte loro una reale volontà di promuovere un ‘vero’ referendum, ma solo di regalare un contentino ai cittadini, altrimenti avrebbero trovato un compromesso con le diverse proposte avanzate in aula. E come poteva essere diversamente, quando tutti i giochi erano già stati fatti? Quando lo stesso Presidente della Provincia é intervenuto a porre condizioni dall’alto, quando soluzioni alternative (penso ad una funivia non ‘visibile’, non ‘invasiva’ o ad un sistema più agile ed efficiente di shuttlebus) non sono mai state prese seriamente in considerazione!

Un progetto assai discutibile fatto passare per utile al benessere generale

Una funivia a 3 funi in stazione, con cabina che sorvola il centro abitato (capienza: 35 persone), con trasporto fino a 1800 persone all’ora, con un enorme pilone piazzato nel cuore della cittá! È tutta una questione di image, di prestige! Ecco perché il criterio più importante per la scelta del tipo di impianto e del luogo di partenza é quello della ‘visibilitá’! Un grosso evento, un evento quasi sicuramente teso a favorire prima o poi grandi investimenti commerciali e turistici, sia in città che a mezza montagna. Il tutto supportato da un notevole finanziamento pubblico che piove provvidenzialmente dall’alto, ora o mai più!

La pressione messa in atto

Hanno addolcito la pillola sostenendo che si tratta di una grande occasione per creare nuovi posti di lavoro in un momento di crisi. Ma in realtà si tratterà per lo più di lavoro stagionale!

Sostengono che questa é la grande e forse unica occasione per rinnovare il piazzale della stazione ormai rovina! Come se non esistessero altri modi per arrivare allo stesso scopo!

Hanno ribadito che ora i soldi ci sono e domani non ci saranno più! Ma il criterio per una scelta di tale portata non può dipendere solo dalla disponibilità immediata di grossi finanziamenti pubblici!

Ai quali comunque nessuno sputa sopra, a patto che essi vengano utilizzati con ‘ragionevolezza, dato che sono anche soldi delle nostre tasche!

Si è parlato dei vantaggi che ne deriverebbero alla popolazione tutta, tacendo sugli svantaggi, minimizzando sul grave disagio per i ‘sorvolati’ e sull’enorme impatto ambientale e urbanistico che, per ammissione dei suoi stessi sostenitori, un tale progetto comporterebbe.

Il voto finale: una vittoria della cittadinanza attiva e responsabile

Con la scelta fatta da un terzo dell’intero Consiglio Comunale di bocciare il referendum proposto dal Sindaco è prevalsa, secondo me, la logica della ‘ragionevolezza’ e del ‘buon governo’ . E ciò anche grazie al controllo vigile del Comitato dei cittadini ProALTvor.

C’é chi ora la definisce un’occasione mancata, sprecata. Io sono convinta che si tratti di una piccola vittoria della cittadinanza attiva, e soprattutto trasversale a più schieramenti politici.

Confido che ancora altri rappresentanti politici al governo della nostra città rimettano in gioco posizioni ormai irrigidite e cerchino altre soluzioni fattibili per ‘salvare’ questa benedetta Plose, a cui dicono di tenere tanto.

Maria Paola Asson

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