pro und contra #3

[Riassunto in italiano]Im Streitgespräch bei RAI Südtirol diskutierten am 25.03.2014 der Bürgermeister Albert Pürgstaller mit Klauspeter Dissinger, dem unabhängigen Gemeinderat, zum Thema Standort der Seilbahn in Brixen. Zur Frage des Moderators: “Warum lassen Sie nicht das Volk entscheiden?” antwortet der Bürgermeister:

Wir haben immer darauf gesetzt, dass das Volk entscheidet. Wir haben alle Schritte dazu unternommen. Bei der 1. Vorlage im Gemeinderat haben wir leider die 2/3 Mehrheit wegen einer Stimme nicht geschafft und demzufolge ist es nicht zu einer Entscheidung gekommen. Ich habe einen erneuten Anlauf gemacht und was vom Verwaltungsgericht klar herausgekommen ist: es braucht eine klare Fragestellung.

Ich habe hier die große Vermutung und möchte diese auch aussprechen, dass man Angst vor dieser Volksabstimmung hat. Alle jene die ständig die Partizipationsmöglichkeiten bemühen, haben letztendlich Angst vor der Entscheidung, denn wenn es so wäre, dass alle Brixner gegen diese Lösung wären, so wäre es einfach gewesen, darüber abstimmen zu lassen. Man hätte die Entscheidung gesehen, aber man fürchtet sich vor der Entscheidung und deswegen sollte sie mit allen Mitteln verhindert werden.

Dem muss widersprochen werden. Seit Mitte März steht es in den Zeitungen, hören wir im Radio oder sehen im Fernsehen die Aussage: Wir wollten die Voksabstimmung, aber die GBL und die Opposition waren dagegen.

Aus Verordnung über die Volksabstimmung

Aus Verordnung über die Volksabstimmung

Wir haben alle Schritte dazu unternommen.

Kapitel III mit einem Artikel und 2 Absätzen sehr kurz gehalten, damit man tun kann wie man will, hat dennoch eine klare Botschaft in der Überschrift: Initiative des Gemeinderats.

Der Gemeinderat muss sich also zuerst über eine Fragestellung einigen, diese von der Fachkommission prüfen lassen um dann mit 2/3 Mehrheit eine Volksabstimmung zu beschließen. Da der Gemeinderat nicht von sich aus initiativ wurde, hätte der Bürgermeister durch Verhandlungen und Kompromisse eine Einigung versuchen können. Verhandlungen soll es gegeben haben, Kompromisse sicher nicht, denn nach wie vor behauptet der BM, dass es nur mit dieser Fragestellung geht, während mittlerweile die Mehrheit der Gemeinderäte eine andere Fragestellung wünscht, eine ohne Zwang, sich gleichzeitig für und gegen etwas ausprechen zu müssen. Also ganz weit weg von “alles unternommen”.

Als Gründe für das Festhalten werden immer genannt: die Finanzierbarkeit ist nur am Bahnhof gegeben und man kann die Bevölkerung nicht über Alternativen abstimmen lassen, die nicht durchführbar sind. Abgesehen davon, dass die Finanzierung auch beim Bahnhof nicht gesichert ist und weitere Probleme nicht gelöst sind, gibt es durchaus Alternativen, die realisierbar sind und den Ploseberg besser erschließen.

§46 der Satzung

§46 der Satzung

Der tatsächliche Grund ist nicht neu, aber richtig peinlich, deshalb wird er nicht erwähnt. Er liegt in der Satzung und Verordnung über die Volksabstimmung, die sich der Gemeinderat mit der politischen Mehrheit gegeben hat.

Verordnung §30

Verordnung §30

Peinlich deshalb, weil die ursprüngliche Intention, die Bürgerinitiativen auszubremsen, jetzt der BM und die 3S-Fans selbst verspüren. Bei ungefähr 16.000 Wahlberechtigten sind 25% mindestens 4.000 Wähler, die mit “Ja” stimmen müssen. Sobald man eine richtige Wahlmöglichkeit in Form von Alternativen zulässt wie Seilbahn oder Shuttlebus, Standort Bahnhof oder Milland, dann teilen sich die Stimmen auf und es müssen bereits bei 2 Varianten mehr als die Hälfte gültig abstimmen, damit sicher ein Ergebnis herauskommt. Ohne Zustimmung bei der Abstimmung bleiben nur die Kosten des Referendums und mindestens 3 Jahre Wartefrist, bis zum gleichen Thema etwas unternommen werden kann.

Der “Brixner” hatte ein Voting im Januar 2012 aufgesetzt mit dem Ergebnis, dass mehr als 50 % der Abstimmenden Milland als Standort bevorzugen.

Somit sollte klar sein, wer Angst vor einer Fragestellung mit Wahlmöglichkeiten für den Bürger hat. Denn nur mit der vom BM favorisierten Fragestellung und dem bereits spürbaren Druck durch die Medien (Tourismus, Arbeitsplätze, Bahnhofsanierung) besteht eine Chance die Zustimmung durch das Referendum zu erlangen. Dass er dabei uns Mitbürger in eine Wahl zwingen will, die wir mehrheitlich nicht haben wollen, und die Schuld für das Nichtzustandekommen der Wahl dem politschen Gegner zuweist, sollten wir nicht vergessen.

Satzung §46

Satzung §46

Das Prinzip durch Hinzufügen von Alternativen die Wahrscheinlichkeit des Erfolgs zu verringern ist kein ungewollter Fehler sondern hat Methode.  Der Gemeinderat kann mit 60% der Stimmen damit eine unliebsame Bürgerinitiative scheitern lassen.  Politisch Interessierte, die sich mehr direkte Demokratie wünschen, sollen sich dafür einsetzen, dass ein besseres Gesetz eingebracht wird. Ob die Mehrheit der Gemeinderäte dabei eine Hilfe sein werden ist fraglich, immerhin haben sie das aktuelle Gesetz zu verantworten.

Hinweise:
Die Gesetzestexte und Verordnungen sind auf der Seite info zu finden. Folgende Artikel behandeln ähnliche Themen: Demokratieverständnis, Fristen und Überflug abgelehnt.

“Perché non lascia andare al voto i cittadini”

Il sindaco Albert Pürgstaller ha dichiarato (riassunto e tradotto liberamente): Avremmo voluto che la popolazione votasse ed abbiamo fatto i passi necessari. La prima volta in Consiglio Comunale è mancato un voto all’approvazione del nostro quesito e poi ci ho ancora riprovato. Pure il TAR ha decretato che ci vuole un quesito chiaro. Io penso che si abbia paura di un referendum; tutti coloro che si sono sempre dichiarati per la Democrazia Diretta ora hanno paura del responso delle urne; se fosse vero che tutta la cittadinanza è contro questo progetto, sarebbe stato facile andare al voto e far decidere i brissinesi. Avremmo potuto vedere il risultato, ma è proprio del risultato che si ha paura e per questo si vuole scongiurare un referendum a tutti i costi!

Queste dichiarazioni necessitano di una replica. È ormai da metà marzo che stampa, radio e
televisione ripetono sempre la stessa cosa: Noi vogliamo un referendum, ma gli Ecosociali e le
opposizioni sono contrari.

Regolamento sul referendum popolare

Regolamento sul referendum popolare

Abbiamo fatto tutti i passi necessari.

Il Capitolo 3. del Regolamento Referendario comprende solamente un articolo e 2 paragrafi ma indica chiaramente nel suo titolo: Iniziativa del Consiglio Comunale.

Il Consiglio Comunale si deve quindi prima accordare sul quesito, questo viene poi inviato alla Commissione Referendaria e poi dev’essere deliberato dai 2/3 del Cons. Com. Siccome nel nostro caso il quesito non è partito dal Consiglio Comunale, bensì dal Sindaco, egli avrebbe potuto e dovuto cercare accordi e compromessi. Se sono stati cercati accordi, ciò non si può di certo dire per i compromessi! Infatti, il signor Sindaco continua a ripetere che il quesito è uno e unico, mentre la maggioranza dei Consiglieri ne desidera un altro, ovvero uno senza costrizioni e ricatti di prendere o lasciare! Dunque, siamo molto lontani da questo “abbiamo fatto tutti i passi…!”

Quale spiegazione a questo non voler cedere ad un altro quesito, vengono addette queste motivazioni: la garanzia di un finanziamento c’è solamente con partenza dalla stazione ferroviaria e non si può mandare a votare su alternative che poi si rivelano irrealizzabili. A parte il fatto che pure per il sito stazione ferroviaria non ci sono né chiarezza e né garanzie, sappiamo tutti benissimo che le alternative ci sono.

valleisarco20121110Il mensile „Brixner“, nel mese di gennaio 2012, ha eseguito un sondaggio sulle preferenze dei brissinesi, relative alla stazione a valle del collegamento funiviario. Il risultato non lascia ombra di dubbio. Il 51,56% dei votanti ha scelto la zona a sud di Millan, solamente il 26,99% ha scelto invece la stazione ferroviaria. Più Nel novembre dello stesso anno, pure il bisettimanale “QuiValleIsarco” ha eseguito un sondaggio. Il risultato è altrettanto chiaro: il 74% dei votanti si è dichiarato contrario al sito di partenza in stazione ferroviaria!

Questi dati sono inequivocabili e possono indicare chiaramente chi può avere paura di un referendum che lasci veramente la scelta ai cittadini! Questa è la verità! Con l’appoggio e la palpabile pressione di diversi organi d’informazione, rafforzati poi pure dalle varie tesi catastrofiche che si rifanno alla morte del turismo, alla perdita dei posti di lavoro, alla chiusura della Plose, alla misera situazione dell’areale ferroviario, ecc. il signor Sindaco sa benissimo che solamente (e forse) con il suo quesito potrebbe avere qualche possibilità di portare a casa un “SI” della popolazione perché, appunto, non viene data la scelta! Non possiamo dimenticarci, però, che tale è una costrizione che la maggioranza dei cittadini sicuramente non accetta e, a quanto pare, ora non accetta nemmeno la maggioranza del Consiglio Comunale di Bressanone. È ora quindi di smetterla di scaricare sulle altre forze politiche le colpe di non voler andare al voto referendario!

Statuto §46

Statuto §46

Statuto §46

Statuto §46

La regolamentazione referendaria che, di fatto, impedisce la possibilità di un quesito che possa far scegliere fra diverse alternative, sembra così essere non un caso e/o una leggerezza del legislatore, bensì ben voluta ed un vero metodo per ottenere proprio ciò! Questo regolamento permette, inoltre, che il Consiglio Comunale, con una maggioranza del 60%, possa approvare una “controproposta ad un referendum dichiarato procedibile”. Come dire: il quesito “scomodo” proposto da un qualsiasi comitato popolare e dichiarato ammesso dalla Commissione Referendaria, può venir “eliminato” da una controproposta votata dal 60% del Consiglio Comunale. Chi si interessa di Democrazia Diretta, ma anche i nostri amministratori, farebbero bene ad intervenire per cambiare questo Articolo che, di fatto, mortifica ogni iniziativa proveniente dalla base della popolazione!

 

 

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