Fredi Dissertori

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Alfred Dissertori, bekannter Brixner, Sportler und Masters-Wettschwimmer, seit Jahren ehrenamtlicher Leiter von Schwimmkursen für SeniorInnen, teilt seinen Unmut und seine Sorge über die aktuelle Form der Fragestellung zur Volksabstimmung im Schreiben an den Bürgermeister Abert Pürgstaller und an den Vizebürgermeister Gianlorenzo Pedron mit.


[La lettera in italiano, traduzione di Paolo Cattoi]
Sehr geehrte Damen und Herren,
ich darf vorausschicken, dass ich in den 60/70er Jahren in leitender Position beim Wirtschaftsassessorat des Landes u.a. die Beitragsvorgänge für Aufstiegsanlagen im Sinne der damaligen Förderungsgesetze zu bearbeiten hatte. Damals kamen vorwiegend Seilbahnen und Lifte zum Zuge, die neue Skigebiete erschlossen. Außer in Gröden und Abtei waren damals nicht viele “Skikarusselle” vorhanden. Es waren gewissermaßen die Pionierjahre auf diesem Sektor, in welchen der Rest Südtirols ski- und alpintouristisch erschlossen wurde. Unter den geförderten Anlagen befand sich auch die Seilbahn in zwei Trakten von Brixen nach Kreuztal und der anschließende alte “Korblift Schönjöchl” zur Plose. Den Pfannspitzlift gab es schon. In diesem Zusammenhang wurde von der Bevölkerung, wahrscheinlich nicht nur Brixens, mit einigem Unbehagen die in den folgenden Jahrzehnten erfolgte Einstellung des Seilbahntraktes Milland-St.Ändrä zur Kenntnis genommen.
Keine Frage daher, dass die Wiederherstellung desselben wohl vom Großteil der einheimischen und auch auswärtigen Berg- und Skifans grundsätzlich begrüßt würde.

Da flattert mir in diesen Tagen die Aufforderung der Herren Bügermeister und Vize von Brixen ins Haus an der diesbezüglichen Volksabstimmung am 21.09. teilzunehmen. Dazu möchte ich Stellung nehmen und einige Fragen aufwerfen.
Wie erwähnt sehnen fast alle am Winter- und Bergsport-Interessierten wieder eine Seilbahnverbindung vom Brixner Talboden zur Umlaufbahn St. Andrä herbei. Die Geister scheiden sich aber am Standort der Talstation. Das Land bzw. seinerzeit Landesrat Widmann wollten und die neue Landesregierung will immer noch eine konsistente Finanzierung des Vorhabens nur unter der Bedingung gewähren, dass die Talstation im Brixner Bahnhof errichtet wird. Dieser Vorgabe haben sich die Gemeinde Brixen und ein hochkarätiges Pro-Seilbahnkomitee angeschschlossen und es ist anzunehmen, dass bei der frediD_4“Volksabstimmung” viele Stimmberechtigte dafür sein werden. Ein anderer wahrscheinlich zahlenmäßig eben so großer Teil der Stimmberechtigten wäre aber für eine Talstation in Milland oder jedenfalls näher am Ploseberg, um den “Talüberflug” zu vermeiden.
Nun geht die Gemeide her und lässt das “Volk” nicht über diese beiden eigentlichen Alternativen abstimmen, sondern nur darüber ob die Seilbahnverbindung vom Bahnhof zur Umlaufbahn realisiert oder ob die Busverbindungen verbessert bzw. so belassen werden sollen, wie sie sind. Angesichts dessen ist man geneigt diese “Volksabstimmung” als populistische Augenauswischerei einzustufen.
Natürlich verschanzen sich die Promotoren der Bahnhofsvariante hinter einen Haufen Studien und Gutachten (“Malik-“, Machbarkeits- und nochmals anderen Studien, Expertisen etc.) die alle darauf hinauslaufen, dass es vom Bahnhof aus besser, wirtschaftlicher, frediD_2ökologischer, pulikumsfreundlicher etc. sei. Aber man weiß ja aus Erfahrung, dass solche Gutachten, die nebenbei sündteuer sind und mit öffentlichem Geld bezahlt werden, immer das als vorteilhaft darstellen, was die Auftraggeber im Schilde führen.
Warum hat man nicht den Schneid gehabt dem Land die Stirn zu bieten und zu verlangen, dass die Finanzierung auch im Falle, dass der Talstationstandort nicht im Bahnhof ist, gegeben wird? Dies um zu ermöglichen, dass für die Bahnhofs- oder beispielsweise die Millander Talstation abgestimmt werden kann? Die frediD_3Landesfinanzierungen sind schließlich Steuergelder, die vom Land verwaltetet werden und daher soll der Steuerzahler auch ein Wörtchen mitreden dürfen, wie das Geld eingesetzt wird. Wo bleibt das groß angekündigte Demokratieverständnis der neuen Regierung? In der ehemaligen Administration Magnago, in der ich diente, hätte es eine derart autoritäre Konditionierung der Finanzierung aus öffentlicher Hand kaum gegeben.
Mit einiger Besorgnis dem 21. September entgegensehend, verbleibe ich mit freundlichenn Grüßen, Fredi Dissertori

frediD-klein2In questa lettera aperta, indirizzata al sindaco Albert Pürgstaller e al vicesindaco Gianlorenzo Pedron, Fredi Dissertori, brissinese, molto noto anche nel mondo sportivo, nuotatore master, da anni impegnato nel volontariato come maestro di nuoto per anziani, esprime in maniera chiara ed accorata il suo dissenso e la sua preoccupazione rispetto ai quesiti referendari sulla funivia della Plose.

Gentili signore e signori,

negli anni ‘60 e ‘70 ricoprivo un ruolo di rilievo nel Dipartimento Economia della Provincia di Bolzano e trattavo pure i contributi di sovvenzione agli impianti di risalita. A godere di tali sovvenzioni, c’era pure la doppia tratta dell’allora funivia per Valcroce. Tale funivia aveva riscosso le simpatie della popolazione e faceva un egregio servizio.
Ma, come risaputo, negli anni ‘80 tale impianto venne purtroppo chiuso a favore di un migliore collegamento stradale Bressanone – Sant’Andrea.

È ora chiaro che molti brissinesi vedrebbero con favore un ritorno al collegamento funiviario dal fondovalle. È di questi giorni la lettera che sindaco e vicesindaco hanno inviato a tutti i cittadini, invitandoli ad andare al voto referendario, ed è proprio a questo proposito che vorrei prendere posizione e formulare alcune domande.
Come accennato, moltissimi sono e cittadini e gli sportivi estivi/invernali che rivorrebbero un collegamento a fune dal fondovalle a Sant’Andrea. Il problema sorge quando si tratta di individuarne il punto di partenza a valle! L’ex assessore Widmann, come pure il suo successore Mussner, hanno dichiarato di voler sostenere massicciamente questo investimento solamente se la partenza risulti essere la stazione ferroviaria. Su questa scia si sono trovati concordi ed uniti sia il Comune di Bressanone che i signori del comitato pro-Funivia; se tutto va come loro sperano, al referendum potrebbero ottenere pure la vittoria. Ma si suppone che un’altra altrettanto consistente parte della cittadinanza preferirebbe vedere la partenza della funivia a Millan o, comunque, dal versante del monte Plose, quindi senza sorvolo della vallata.

Il Comune di Bressanone, però, anziché mettere al voto la scelta fra queste due alternative (versante Plose o stazione ferroviaria), ci costringe ora a scegliere fra la partenza dalla stazione ferroviaria, il miglioramento del collegamento bus o se lasciare invariata l’attuale situazione. A queste condizioni, il referendum sa tanto di populismo e fumo negli occhi!
Certamente, i promotori della soluzione „stazione ferroviaria“ si riempiono la bocca di studi, analisi, relazioni, esperti, ecc., tutti comprovanti che quel sito di partenza della funivia è il migliore, il più ecologico, economicamente il più saggio, ecc. Ma è purtroppo risaputo che, tali studi, oltre ad essere molto salati e naturalmente pagati dalla mano pubblica, rispecchiano la volontà e le aspettative di coloro che li commissionano!

Allora mi domando: perché non si è preteso che la Provincia concedesse i dovuti contributi anche se non risultasse vincitrice il sito della stazione ferroviaria come punto di partenza della funivia? Ciò avrebbe permesso la scelta fra due opzioni, per esempio stazione ffss e Millan. Il finanziamento pubblico da parte della Provincia è foraggiato anche dalle nostre tasse; allora, perché il cittadino non può dire la sua e partecipare al processo decisionale su come vengono investiti (anche) i suoi soldi? Che fine ha fatto il tanto sbandierato rinnovamento politico a favore di più sovranità popolare e partecipazione? Ai tempi dell’amministrazione Magnago, per la quale appunto operavo, molto difficilmente si sarebbe assistito ad un tale ed autoritario condizionamento dei finanziamenti da parte della mano pubblica!

Non senza preoccupazione, in attesa del responso referendario del 21 settembre, saluto cordialmente

Fredi Dissertori

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